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vivere è cosa rara....i più esistono solamente.. |
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March 23 Superman.l'intenzione di questo post è quella di porre, in chiave si spera ironica, un problema di carattere psicologico, che mi riguardi personalmente o no, sta a voi scoprirlo.
parliamo di supereroi. Tutti hanno due identità. Tutti devono nascondere di avere due identità. Tutti hanno dei poteri particolari, o in alternativa delle superarmi e almeno mezza tonnellata di marchingegni strani affinchè risultino più forti del criminale medio in circolazione. ma soffermiamoci sui primi due punti.
prendiamo un esempio, il supereroe per eccellenza: Superman. Sì ok lo ammetto, seguo le puntate di Smallville e mi piacciono pure, nonostante all'inizio odiassi Clark Kent e le sue orrende camicie da boscaiolo e la sua stupida abitudine di attirare mostri mutanti ovunque porti quella faccia da pesce lesso.
Eppure, col tempo ho avuto modo di apprezzarne la personalità, ho trovato affascinante la psicologia del personaggio..provate a pensarci.
Tutti vorremmo avere i suoi poteri, non ditemi che non vi piacerebbe volare, o passare dalla vostra città a che so, Sidney, nel giro di pochi minuti senza la preoccupazione di precipitare da un aereo, o di preparare i popcorn semplicemente con lo sguardo. Ma dubito che vi siate soffermati sul lato negativo della questione.
Clark è costretto a mentire a tutti, anche ai suoi amici e, cosa più importante, alla persona che ama di più al mondo.
La sua vita è radicata nella menzogna, personalmente non so come faccia a dormire tranquillo la notte..poi mi faccio un'analisi di coscienza e mi rendo conto che effettivamente non è così difficile.
Vi è una specie di autoconvinzione che le bugie raccontate per nascondere i segreti siano legittimate dalla nostra volontà di difendere chi ci sta accanto. Può anche essere, ma in questo modo si rischia di far soffrire proprio chi vogliamo proteggere. Senza contare che alla fine i nodi vengono sempre al pettine, le bugie hanno le gambe corte e bla bla bla..cito anche il buon vecchio Oscar Wilde già che ci sono.. "vi è una sorta di compiacimento nell'autorimprovero, siamo convinti che accusandoci da soli nessun altro abbia il diritto di farlo. la confessione, non il sacerdote, ci da l'assoluzione".
ognuno ha i suoi segreti. più sono grandi, più se ne sente il peso. non sempre è possibile scaricarli sugli altri, non sempre è possibile prevederne le reazioni.
la paura dell'isolamento ci induce a isolarci da soli.
ironico no? ;) February 01 something about.. MESì, questo è stato il mio destino fin dall'infanzia! Sul mio viso tutti leggevano segni di cattive qualità che non esistevano: ma le supponevano, ed esse nacquero. Ero modesto e fui accusato di falsità: mi chiusi in me stesso. Sentivo con intensità il bene e il male; nessuno mi dimostrava tenerezza, tutti mi offendevano: divenni vendicativo. Ero cupo e gli altri bambini erano allegri e loquaci; mi sentivo superiore a loro e fui posto più in basso [...] Ero pronto ad amare tutti ma nessuno mi comprese: imparai ad odiare. La mia giovinezza senza gioia trascorse in una lotta contro il mondo; temendo la derisione seppellii nell'intimo del cuore i miei migliori sentimenti, e là essi morirono. Dicevo la verità e non ero creduto: imparai ad ingannare. Conosciuto bene il mondo e le molle della società, imparai l'arte della vita e vidi come gli altri erano felici senza quell'arte, approfittando gratuitamente di quei vantaggi che io senza posa avevo cercato di raggiungere. E allora fui preso dalla disperazione, ma non quella disperazione che si cura con un colpo di pistola, bensì da una disperazione fredda, impotente, nascosta sotto il velo della cortesia e sotto un bonario sorriso. Mi sentii un mutilato dello spirito: una metà della mia anima non esisteva più, si era disseccata, evaporata, spenta. L'avevo tagliata e gettata via mentre l'altra si muoveva e viveva ai servigi di ognuno e nessuno se ne accorgeva perché ignorava l'esistenza della parte perduta.
(Michail Jurevic Lermontov - Un Eroe Del Nostro Tempo) January 29 XDSono stati pubblicati i risultati di un recente sondaggio commissionato
- gli europei non hanno capito cosa fosse la "scarsità"; January 12 I..I still miss You..Sei un'altra cosa che ho perso,
che mi e' scivolata, che mi e' caduta io c'ho provato ma non ti ho tenuta, vabbe' pazienza credimi posso farne senza sei gia' un ricordo in dissolvenza e non fai differenza con tutto quello che ho perso senza rendermene conto come ogni volta che perdo un tramonto il giorno dopo affronto lo stesso, magari piove come adesso e ho perso l'ombrello ed il cappello ma il bello e' quello, e' il duello che ogni minuto ho fatto con la vita e quando la sorte mi si e' accanita contro e pronto dovevo trovare veloce una via d'uscita procurandomi qualche ferita che non si chiude e ancora brucia, ma fa niente e' solo un'altra cosa persa o qualche volta un'altra cosa data e dopo tolta all'improvviso, senza preavviso, che rende inferno cio' che era paradiso. Ore passate a misurare dolore, dolore di testa, dolore di occhi, dolore di cuore dolore d'anima, di sangue, di ossa ma cio' non vuol dire che non possa darmi una scossa in fondo e' solo una scommessa che ho perduto una promessa a cui ho creduto e che non hai mantenuto gia', basta non perdere la dignita' almeno curandola un po' con un bicchiere pieno come le tue frasi, adesso tutte perse come un mazzo di chiavi tu che cercavi, parole per farmi capire che eri pulita ma per finire poi sei riuscita, a perderle come 100 Lire e adesso credimi non ne voglio piu' sentire voglio guarire, guardando l'altra faccia di te che ho scoperto pensandoti solo come a una cosa che ho perso. Ho perso treni e aerei piu' d'una volta il portafoglio ho perso indirizzi, soldi ma mai l'Orgoglio il che e' una sbaglio se mi fa perdere l'autocontrollo pero' non mollo c'ho fatto il callo e resta in ballo e' un'altra cosa uscita dalla mia vita che presto o tardi verra' sostituita, in un futuro dove tu sarai passato remoto cancellato, dimenticato, sarai una foto buttata sul fondo di un cassetto chiuso coperta da qualche maglia che non uso e disilluso, ci provero' ad odiare se non ci riusciro' a mio malgrado dovro' amare, ma mai come cura per un vuoto da colmare e non mi scrivere non mi chiamare, non mi pensare perche' da oggi un'altra cosa cerco e sono certo sara' diverso, da quella cosa che ho perso. December 11 la recessione spiegata a mia figlia (presa da mentalitàconfusa)C'era una volta una re... "Una regina?" Quasi. C'era una volta una recessione. C'era una volta una banca americana, e dentro c'erano due signori che avevano tanti ma tanti soldi, però ne volevano ancora di più. Allora uno dei due signori disse all'altro: senti ma se cominciassimo a dare prestiti anche ai poveri? I poveri sono assai numerosi, pensa a quanti nuovi clienti potremo avere! Giusto – disse l'altro – così loro si comprano la casa, sono felici e intanto ci pagano il tasso di interesse agevolato: sei troppo intelligente. Così i due signori cominciarono ad aprire mutui ai poveri. Ma dimenticarono un piccolo seppur non proprio irrilevante dettaglio: che i poveri, in genere, di soldi ne hanno pochi. Talora non ne hanno affatto. E per questo bizzarro motivo, i poveri faticavano a pagare la rata mensile. In qualche anno, i due signori della banca si ritrovarono ad avere come clienti milioni di poveri in canna, straccioni e per di più insolventi. I signori della banca allora confiscarono le case ai poveri, e tentarono di rivenderle ai ricchi. Ma siccome erano case brutte senza la piscina e con le finestre sulla tangenziale, non riuscirono a convincere nessun ricco ad acquistarle. Orbene, all'improvviso i signori della banca finirono con il sedere per terra. Allora andarono dai ricchi, o meglio dalle signore multinazionali. Le signore multinazionali erano certe signore benestanti che a loro volta, però, dovevano dei soldi ai signori delle banche. I signori della banca, solitamente ossequiosi e gentili con le signore multinazionali, stavolta si presentarono con meno garbo. E le signore multinazionali rimasero sorprese: “Ma guarda chi c'è! Cari amici della banca, buongiorno!” “Buongiorno un cazzo, regà, qui c'è da tirar fuori subito svariati fantastiliardi”. “Ehi ehi, amici della banca, ma non si era deciso che avremmo saldato il debito nel 4008?” “No, ci servono subito”. “Ma noi quei quattrini non li abbiamo, è tutto investito”. “Uhm. Investimenti fruttiferi, vero?” “Certo, ci siamo fatti la Rolls Royce, la Porsche, la villa ai Tropici e lo chalet in montagna. Anzi, a proposito, non ci prestereste altri quattrini? Sapete, quelli di ieri li abbiamo già finiti”. A questo punto, ad avere le chiappe scoperte non erano solo le signore banche ma anche le loro amiche aziende multinazionali. Eppure, da qualche parte, i soldi bisognava farli saltar fuori. Ecco che rispunta la soluzione iniziale, sempre la stessa: i poveri. Eh sì, ancora loro. Le banche, in un certo senso, nel frattempo erano crepate, ma le multinazionali ebbero la geniale pensata di tornare dai poveri e chiedere a loro i soldi. “Amici poveri, aiuto, crollano i mercati!” “Embè, a noi che ci frega?” “Come che vi frega? Amici poveri, ci tocca licenziarvi!” “Noooo...” “Vabbè ma almeno prima comprate qualcosa, dai. E' Natale. I regali. Interessa un orologio, una playstation, un motoscafo? Così noi incassiamo, andiamo meglio e vi assumiamo di nuovo. Vi conviene”. Purtroppo questo ragionamento non funzionava. Si giunse al paradosso: nessuno aveva più una lira ma in giro per il mondo erano rimasti un sacco di conti da pagare. Oddio, i soldi in qualche posto dovevano pur essere, mica sono cose che spariscono. Però non si sapeva dove fossero andati. E quindi? E quindi, fra molto tempo, un giorno tutto tornerà normale. Insomma, normale forse è un termine un po' forte: tutto tornerà come prima. Giuro, è la verità. Capita da sempre, sempre continuerà a capitare. I soldi, quei bricconi, si erano nascosti da qualche parte, forse nelle tasche di qualcuno, ma un bel mattino - oplà - se ne usciranno fuori di nuovo. Vi abbiamo fatto uno scherzo, diranno. Come è possibile? Non si sa. E' un mistero: lo chiamano economia. December 07 Ariosto: l'orlando furiosoNon è insomma amor, se non insania. E qual è di pazzia segno più espresso che, per altri voler, perder sé stesso? December 03 lonely girlI can remember the very first time I cried How I wiped my eyes and buried the pain inside All of my memories - good and bad - that's past Didn't even take the time to realize Starin' at the cracks in the walls Cuz I'm waiting for it all to come to an end Still I curl up right under the bed Cuz its takin' over my head all over again Do you even know who you are? I guess I'm tryin' to find A borrowed dream or a superstar? I want to be a star Is life good to you or is it bad? I can't tell anymore Do you even know what you have? Lyin' awake watchin' the sunlight How the birds will sing as I count the rings around my eyes Constantly pushing the world I know aside I don't even feel the pain, I don't even want to try I'm lookin' for a way to become The person that I dreamt of when I was sixteen Oh, nothin' is ever enough Ooh, baby, it ain't enough for what it may seem Do you even know who you are? I'm still tryin' to find A borrowed dream or a superstar? Everybody wants to be Is life good to you or is it bad? I can't tell anymore Do you even know what you have? No Sorry girl, tell a tale for me Cuz I'm wondering how you really feel I'm a lonely girl, I'll tell a tale for you Cuz I'm just tryin' to make all my dreams come true Do you even know who you are? Oh, yeah, yeah A borrowed dream or a superstar? Oh, I wanted to be a star Is life good to you or is it bad? I can't tell, I can't tell anymore Do you even know what you have? I guess not, oh I guess not Do you even know who you are? Oh, I'm tryin' to find A rising dream or a superstar? Oh, I have a all these dreams Is life good to you or is it bad? I can't tell anymore Do you even know what you have? No, no Do you even know what you are? A rising dream or a fallen star? Is life good to you or is it bad? December 02 the perfect flower.."il fiore perfetto è una cosa rara..una vita spesa alla sua ricerca, non sarebbe una vita sprecata".
[l'ultimo samurai] November 20 già un anno caspita (:..ma poi c'è lei, inaspettatamente..
certe volte non ci credo che è vera
tanto che non vedo l'ora che arrivi la sera
..e io finisco anche al tappeto
altroché ma questa vita un po' la cambio se quando torno ad aspettarmi trovo te io la mia casa la difendo e si può credere alle favole anche se
fai a pugni con il mondo...
è stato un anno per certi versi difficile, per altri fantastico..
la tua amicizia l'ha reso unico.
grazie di esistere.
ti voglio bene November 16 nonsochetitolomettereusatelavostrafantasiaavrei molte cose da dire..e così poco tempo per farlo al meglio..
a poco a poco, anche gli ultimi tratti della mia esistenza stanno diventando più nitidi, si stanno delineando prospettive che mai avrei potuto immaginare..
mi sono ritrovata dinanzi alla scelta di un'università, e ho scelto.
poi c'è stato il problema della Città in cui andare a vivere. scelta anche quella, ma era una scelta ovvia, per chi mi conosce
e ora l'unico ostacolo è come fare per procurarmi i soldi per università (libri/tasse universitarie/ecc), appartamento (affitto/bollette/mobili/cibo -perchè di qualcosa mi dovrò pur nutrire- /ecc) e vari mezzi di trasporto. eh questo è un problema ancora da risolvere. ma in qualche modo si farà quindi sto serena.
c'è però sempre quella malinconia, quel rimpianto che le cose non siano andate tutte come vorresti, che vorresti tornare indietro ma non si può.
ecco questo è il mio problema. che sono rimasta per troppo tempo a vagare tra ricordi sfocati e vecchie emozioni che sì, son rimaste nella memoria, ma che non ritornano facendole riemergere ogni volta con la nostalgia. no. vanno rivissute.
capito questo, è chiaro che l'unica soluzione pensabile sia mettere da parte tutti gli anno precedenti, archiviarli, lasciarli stare per pensare al presente. e perchè no, anche al futuro già che ci siamo.
come dice giustamente Ligabue, ci sono cose, anzi sarebbe più opportuno dire persone, che non si possono mettere via.
eh no, perchè nonostante gli eventi passati, nonostante il Tempo trascorso inesorabile (era, è, e sarà sempre il mio miglior nemico) nonostante distanze infinite (e qui non mi riferisco solo a distanze fisiche), certi sentimenti restano radicati nell'animo con un'intensità costante. e stranamente, ne sono stupita io stessa, non è solo una questione di Orgoglio.
come invece è questione di Orgoglio il mio voler tagliare i ponti con altra gente che dopo avermi imbambolato con belle parole si è rivelata, ahimè, una Delusione.
Io, che sono competitiva di natura, orgogliosa come pochi, ma ho sempre avuto una innata preposizione alla sconfitta (credo nella fortuna perchè so cos'è la sfiga), stavolta non ho accettato di essere arrivata seconda, non dopo aver visto chi c'era al primo posto, perlomeno.
Fortunatamente, ho anche il pregio di essere di gomma. essì. se cado a terra poi rimbalzo subito su. quindi si può dire che non ho riscontrato difficoltà nel superare subito tutte le mie perplessità.
grazie, Ironia.
non ho più voglia di scrivere. più che altro ho inglese che mi aspetta.
ma ci tengo a dire una cosa che ho imparato in quest'ultimo mese, in cui ho assistito a vere e proprie emanazioni di ipocrisia e falsità che mi hanno lasciato decisamente nauseata.
tu che stai leggendo, tieni sempre a mente: tieniti per te gli affari tuoi, e le tue orecchie non fischieranno mai.
[It's WHAT You Do And HOW You Do It] IN FASE DI COMPLETAMENTO. dai che manca poco. |
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